La città di Salt candidata a diventare il 6° sito Patrimonio Mondiale dell’ Umanità UNESCO in Giordania

Dopo Petra, Wadi Rum, Quseir Amra, Um El Rassas, Betania, ora è la città di Salt, in Balqa, ad essere candidato per la nomina. Quando si leggono i criteri di selezione per la candidatura, non si può fare a meno di pensare subito in città che ha dato il nome alla sultanina (l’uva secca gustosa prodotta in questa zona da secoli).
Criteri quali “essere una testimonianza unica o eccezionale su una tradizione culturale o della civiltà”; “offrire un esempio eminente di un tipo di costruzione architettonica o del paesaggio o tecnologico illustrante uno dei periodi della storia umana” ed “essere direttamente associato ad avvenimenti legati a idee, credenze o opere artistiche e letterarie aventi un significato universale eccezionale (possibilmente in associazione ad altri punti)”.
Salt, situata a nord ovest da Amman, ha attirato coloni sin dall’Età del Ferro. Si trova sulla ‘frontiera d’ insediamento’ ossia la linea tra il deserto e il suolo fertile con acqua abbondante. La città ha sempre fornito sicurezza da saccheggiatori, situata in una posizione perfetta sulle rotte commerciali nord-sud, cosi come le rotte da est a ovest, che collegano l’interno con Gerusalemme, Nablus, Nazareth e la costa mediterranea. Presenta una popolazione mista musulmana-cristiana e la sua tradizione commerciale ha contribuito a creare un clima di tolleranza e di convivenza. Salt è stata testimone di molti periodi d’oro che la rendono unica non solo in Giordania.
La ricca storia di Saltos Hieraticon è evidente dalle tombe romane alla periferia della città e dalla fortezza mamelucca del tredicesimo secolo; si può sentire la traccia di tutte queste civiltà camminando dalla fortezza al centro della città.
Con il declino di Ammon, i funzionari dell’Impero Ottomano dichiararono nel 1596 Salt l’unica vera città prospera della zona. All’inizio del XIX Secolo, Salt era una città di frontiera benestante ai margini dell’Impero Ottomano e del deserto, utile a tutti, ma governata da nessuno!
La città era il centro del commercio tra la regione e le industrie urbane in Palestina. I viaggiatori la descrissero come una fiorente città con negozi forniti di cotone dall’Egitto, al famoso sapone di Nablus. Salt cominciò ad espandersi portando a nuove costruzioni e nuova architettura, in questo periodo furono costruite la prima chiesa moderna, il primo ospedale e scuola. Si diffusero negozi e case di pietra gialla su più piani, che incorporavano stili indigeni ed europei,  quali tetti a cupola e cortili interni, alcune con soffitti affrescati dipinti da artisti italiani.
Oggigiorno quando si cammina per le strade di Salt, si capisce fino in fondo la sua aura di atemporalità, ci si ferma e ci si ricorda che ha resistito alla prova del tempo, essendo continuamente abitata durante secoli e secoli ……….