
Un grande santuario del Tardo Bronzo con botteghe associate conteneva una quantità di ceramiche, la gran parte della quale non è di provenienza locale. Questi oggetti parlano di una rete vasta di scambi tra Egitto, Mesopotamia, il Levante e Micene, in cui il santuario giocò un ruolo significativo. Funzionò per circa 400 anni prima di essere distrutto da un terremoto e da un incendio nei primi anni del XII secolo a.C.
L'insediamento continuò a fiorire nell’Età del Ferro, ancora come stazione di scambi importante con significato cultuale. Tra i reperti più importanti ci sono alcune iscrizioni in una forma antica d’aramaico. Una, in inchiostro rosso e nero, risalente al IX secolo a.C. (l’unica che si trovi su di un muro), riporta una profezia di Balaam figlio di Beor, un personaggio che compare anche nella Bibbia (Num. 22-24) in una luce piuttosto sfavorevole.
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