Scenograficamente situato sul margine nord della rupe di Wadi al-Mujib, il sito di Lahun fu ripetutamente occupato dai tempi più antichi fino ad oggi. Invece di partire dalle rovine dei loro predecessori, ogni nuova ondata di coloni preferì iniziare da capo, costruendo sulla terra incontaminata.

L’insediamento dell’Età del Bronzo Antico, che ospitava una comunità agricola dalla fine del IV millennio a.C., fu poi fortificato con mura enormi, così come altre città in questo periodo. È evidente che la regione fosse diventata meno stabile, per cui gli abitanti del villaggio sentirono la necessità di difendersi da eventuali attacchi. Una delle loro colture era l’olivo, e qui sono state anche trovate delle macine di pietra per fare l'olio d'oliva.
Più tardi, all’inizio dell’Età del Ferro, fu un villaggio di alcune case con degli insoliti pilastri e completamente circondate da doppie mura (con delle camere nello spazio intermedio). Dopo, fu una fortezza costruita all’estremità sud, in una posizione di comando al confine di Wadi al-Mujib. Nel IX secolo a.C., fu forse un magazzino per la guarnigione del re Mesha del vicino Mohab. Il sito fu abbandonato dopo non molto tempo.
La successiva ondata d’occupazione – ancora in un punto diverso – giunse tanti secoli dopo, quando l’area faceva parte del Regno Nabateo. Il monumento principale di questo periodo è un piccolo tempio. Nella stessa zona ci sono anche alcuni resti romani, mammalucchi e ottomani.
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