Al – Beidha

A nord, a poca distanza da Petra, si trova un sito caratterizzato da rocce di color miele pallido - Al Beidha, in arabo “la bianca”. Qui, nel I secolo d.C., i Nabatei costruirono un quartiere commerciale ed un luogo per la sosta delle carovane commerciali durante il loro tragitto tra Arabia e il sud del Mediterraneo.

Beidha

      La terra fertile di Al-Beidha fu sfruttata per molti millenni prima dei Nabatei: un gruppo vi si era stabilito    

     nel Neolitico, intorno al 7000 a.C., cacciando animali con armi di selce e raccogliendo piante selvatiche per  

     mangiare. Essi coltivavano anche frumento e orzo e allevavano capre e pecore.

   Il commercio internazionale è testimoniato dalla scoperta di ossidiana proveniente dall’Anatolia, di turchesi del

   Sinai e di pietra pomice e conchiglie del Mar Rosso e del Mediterraneo, probabilmente scambiate con prodotti

   locali come ematite rossa, ocre rosse e gialle, malachite verde, e mica lucida e translucida.

   Sono stati ritrovati ben otto strati di costruzioni, da gruppi di stanze circolari con mura in comune a  case     

   rettangolari. Sebbene i focolari fossero all’esterno nei cortili, si verificavano comunque degli incendi, seguiti

   poi   da ricostruzioni. Si tratta di uno dei meglio conservati insediamenti neolitici, perché non fu mai

   ricostruito dopo il suo abbandono, circa 500 anni dopo essere stato abitato. L'unico danno giunse 6000 anni  

  dopo, quando i Nabatei costruirono i terrazzamenti per l'agricoltura.

   Al-Beidha oggi fa parte del territorio dell’Amareen dei beduini, che coltivano la terra e usano le cisterne dei

   Nabatei scavate nella roccia.

 


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